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“Chissà se è il modo corretto?” Te lo sarai chiesto anche tu mentre pulivi uno dei tuoi dischi in vinile.

Io me lo sono chiesto diverse volte. Oggi cercheremo di rispondere a questa domanda. Ed elimineremo il dubbio “chissà se sto facendo la cosa giusta con questo disco?” quando devi pulire un vinile.

Tutti i punti che vedremo nel dettaglio in questo articolo:

Cosa troverai in questo articolo?

  • quali sono i metodi per pulire il vinile
  • quali sono i prodotti da utilizzare
  • come farlo, le accortezze, a cosa devi fare attenzione quando pulisci un vinile

É una guida da consultare quando vuoi tenere sotto controllo una delle attività più importanti per ogni ascoltatore (o collezionista): la pulizia del vinile.

Un’attività che dovrebbe essere una regola ma che tante volte è solo un’abitudine.

Infatti la frase “Non sopporto ascoltare su vinile. Tutti quei crepitii, fruscii, rumori strani. Inascoltabile!” dovremmo rivolgerla a noi stessi, perché quasi sempre deriva dalla scarsa, o inesistente, pulizia del disco.

Pulire un vinile è vitale per la tua collezione, infatti un vinile pulito:

  1. suona meglio
  2. dura più a lungo
  3. è l’unico modo per fargli vincere la prova del tempo mantenendo il suo stato di conservazione in ottime condizioni
  4. evita di danneggiare la puntina del giradischi, perché lo sporco e la polvere si annidano nel solco in cui scorrerà anche la puntina

Tralasciare questi punti non solo ti potrebbe dare una brutta esperienza d’ascolto, ma anche rovinare la tua collezione in modo più o meno permanente. Diversi miei amici hanno causato danni irreparabili ai propri dischi per la scarsa pulizia.

Io stesso ne ho rovinati alcuni prima di capire la lezione.

Ecco perché la pratica migliore, più facile, e che ti farà risparmiare tempo e denaro, è pulire con costanza e nel modo corretto i tuoi vinili.

Partendo dal seguente principio:

Non si può evitare che un disco in vinile si sporchi o attiri la polvere

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“A volte ritornano” sono proprio le particelle di polvere.

Diversamente dai cd, al sicuro in uno stereo o lettore, il vinile è a diretto contatto con l’ambiente della casa, regno della polvere.

Non possiamo far finta di vivere in un modo senza polvere, e anche se collezioni solamente i dischi ma ascolti la musica su altro supporto, dovresti comunque pulire i vinili perché il non uso diventa usura.

Ma il motivo principale resta la bellezza di ascoltare la musica su vinile: il piccolo miracolo del contatto tra puntina e solco, che produce il suono, raggiunge altissimi livelli quando i solchi sono privi di polvere o sporco.

Se oggetti estranei finiscono dentro i solchi, e a seconda della quantità il disco sarà più o meno disturbato o inascoltabile. E potrebbero depositarsi fuori dai solchi, rischiando di rovinare la superficie.

Il nostro obiettivo come ascoltatori e collezionisti?

É pulire nel modo più efficace, corretto e magari anche economico possibile i nostri dischi, consapevoli che la perfezione non esiste e non abbiamo il controllo su tutto.

Le Condizioni Generali del Vinile Possono Fare la Differenza

I metodi di pulizia del vinile sono validi quando il tuo disco è in un buone condizioni.

Se è graffiato, rovinato, o peggio rotto, allora puoi passare il tempo a pulirlo ma il dico suonerà male.

Per pulire bene un vinile basta un po’ d’amore per i propri album e puntare anche sulla qualità, il che è collegato all’aspetto economico. 

In questo splendido micromondo non si dovrebbe andare troppo al risparmio, acquistando per forza prodotti di fascia medio/bassa solo per risparmiare pochi euro, mettendo a rischio la qualità del disco e l’integrità della collezione.

É meglio orientarsi a fare il contrario, valutando componenti di livello medio/alto, adatti alla superficie delicata di un vinile.

Forse spenderai qualche euro in più, nel corso del tempo, ma dormirai molto più tranquillamente di notte e ritroverai il tuo vinile preferito sempre lì, con lo stesso, meraviglioso suono.

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Quanto Pulire

La cosa migliore da fare è dunque pulire i vinili con costanza, metodo, precisione e il giusto equilibrio:

  • Non troppo poco, perché il vinile può accumulare così tanta polvere che pulirlo diventerà difficile e inutile. Soprattutto se non conservato nel modo corretto.
  • Ma non va bene neanche pulirlo troppo. Andrebbe fatta una distinzione tra i dischi che ascolti tanto da quelli che ascolti poco. Anche in base a che tipo di collezionista sei

Ascolti un certo disco ogni giorno? Allora forse non è il caso di pulirlo giornalmente, perché potrebbe non sopportare lo stress. Una volta alla settimana può andare bene.

Tiri fuori certi dischi una volta al mese, dopo averli tenuti ben protetti fino a quel momento? Allora secondo me è obbligatorio sottoporlo a una pulizia più approfondita prima di posizionarlo sul giradischi e ascoltarlo.

In ogni caso, la cosa fondamentale è:

Fare tutto con delicatezza

Per maneggiare, conservare e pulire un vinile ci vuole eleganza e delicatezza.

Prendere in mano un vinile come prenderesti un foglio di carta equivale a sprecare energie, tempo e denaro. Finirà per rovinarsi, per quanto tu possa essere bravo, poi, a pulire e conservare il disco.

Quindi, amici, delicatezza prima di tutto.

Fatta questa premessa iniziamo dal modo più semplice ed economico: la pulizia del vinile a mano.

Pulire un Disco in Vinile a Mano

Maneggiare il disco in vinile per tenerlo pulito

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Chi ben comincia è a metà dell’opera, e da cosa si comincia se non maneggiando il vinile?

Maneggiare nel modo corretto i vinili, con cura, permette di ridurre la manate e ditate sulla superficie. Maneggiare correttamente il vinile vuol dire sporcarlo meno.

Le nostre mani non dovrebbero mai toccare la superficie, perché la cosa assolutamente da evitare è:

  • toccare i solchi del vinile con le dita: le mani non sono mai perfettamente pulite e trasferiranno sempre qualche particella di sporco, olio e impurità sulla superficie del disco. Tutto questo si aggiungerà alla polvere. Man mano (è proprio il caso di dirlo) che il tempo passa il vinile si sporcherà di più rispetto a quando lo maneggi bene

E cioè, l’ideale:

  • Prendi un vinile sempre dal bordo, con entrambe le mani, sia per posizionarlo sopra il giradischi, sia per rimetterlo al suo posto, nella copertina
  • Con una mano: il pollice sull’estremità del bordo e medio o indice puntato in centro, dove c’è l’etichetta
  • Con l’altra mano: tocca l’estremità opposta del bordo, in questo modo il vinile è saldo su tre punti: due estremità e uno al centro

Maneggiandolo con due sole dita (uno per mano), sempre dal bordo, si rischia comunque di farlo cadere.

Se utilizzi una sola mano devi toccarlo sulla superficie, sicuramente tra i solchi, e a lungo andare il vinile si rovinerà.

Pulizia manuale del vinile a secco

Per pulire un vinile manualmente a secco ti occorre, come minimo:

  • due panni adatti per vinili
  • pistola antistatica
  • spazzola antistatica

Perché due panni?

Perché uno lo userai come supporto dove adagiare il vinile, l’altro per pulirlo concretamente.

Due panni identici per essere sicuro che il disco entri in contatto solo con superfici ultramorbide.

Tra poche righe vedremo le caratteristiche del panno per vinili, ma prima è fondamentale dire due parole sull’elettricità statica e perché è così importante.

In breve perché l’elettricità statica ha molto a che fare con la pulizia del vinile

La carica elettrostatica non è nulla di concreto, come la polvere, ma influisce sulla pulizia perché è sua complice.

Si produce naturalmente sulla piastra grazie al processo di creazione del vinile.

Alcune delle fasi di questo processo prevedono di rivestire il vinile di varie sostanze:

  1. per proteggerlo da muffe, funghi e agenti atmosferici
  2. rendendolo conduttore per trasportare la corrente elettrica

Una di queste fasi è la placcatura, in cui si riveste la piastra con una soluzione di cloruro d’argento e stagno; un’altra è il bagno galvanico, un vero e proprio bagno con una soluzione di nichel, che cresce sulla superficie del vinile grazie alla corrente elettrica.

La superficie di un vinile non è altro che plastica. Attirerà perciò energia statica ogni giorno, quando entrerà in contatto con superfici che generano cariche di elettroni in contatto con la plastica (classicissimo esempio è la lana).

Gli elettroni si trasferiranno da una superficie all’altra: generano così l’elettricità statica. Per noi tutto questo vuol dire rumori disturbanti durante l’ascolto.

Inoltre, la carica elettrostatica è una vera calamita per la polvere.

La polvere allora è difficile da rimuovere perché:

  • è microscopica
  • si trova in un luogo microscopico, il solco
  • è trattenuta dall’elettricità statica

Per questo motivo occorre sempre eliminare l’elettricità statica prima di pulire un vinile.

É un punto importantissimo da tenere in mente: potresti non riuscire a fare il contrario, perché la polvere resterà incollata alla superficie del disco per la carica elettrostatica.

Riduci prima la carica elettrostatica e sarà molto più facile togliere la polvere. Anche l’elettricità statica, da sola, senza un granello di polvere, produce disturbi nell’ascolto (è un tipo di rumore diverso rispetto al granello di polvere, in inglese lo chiamano “pop”)

Che fare, quindi?

Procurati l’arma finale per ogni ascoltatore di vinile, la più efficace e valida per una pulizia manuale: la pistola antistatica per vinili.

Pistola Antistatica

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Sembra uno strumento da giardinaggio o un giocattolo, ma genera una scarica di ioni positivi e negativi.

Gli ioni escono dalla pistola e incontrano le cariche, positive e negative, sulla superficie del vinile: in questo modo si annullano a vicenda.

La pistola neutralizza la carica statica sulla superficie del disco, cioè lo rende elettrostaticamente neutro.

La pistola è davvero indispensabile per pulire correttamente un vinile a mano.

È un oggetto che farà compiere un bel salto di qualità durante la pulizia perché il suo unico compito è eliminare l’elettrostaticità.

Ha anche un costo superiore rispetto agli altri oggetti per la pulizia, ma con meno di 100 euro ti porti a casa una buona arma antistatica per dischi in vinile.

Il modello Milty della Zerostat è la più famosa ed efficace nel settore. É una veterana, in circolazione tra gli accessori per il vinile già negli anni ’70.

Come sempre, in base alle caratteristiche ci sono diversi livelli di prodotto.

Oltre alla pistola, procuriamoci un panno per vinili.

Panno per Pulizia dei Vinili

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Il panno per pulire un vinile deve essere:

  • il più possibile leggero: la microfibra più delicata possibile per evitare ogni tipo di graffio, anche piccolo. Evita panni rigidi e duri, perché scivoleranno sul disco invece di pulirlo. Ti garantisco che ne trovi anche appositamente “per pulire vinili” ma somigliano alle suole delle scarpe
  • molto meglio se è antistatico, perché contribuisce a far perdere carica statica

Mi preme ripeterlo: superficie del panno delicatissima, la più delicata possibile, per non graffiare il vinile. Anche i graffietti microscopici possono fare danni perché si sommano con il passare del tempo.

Ci sono diversi tipi di panni creati apposta per il vinile, ma conosco molte persone che utilizzano altre tipologie di panni super-leggeri, come quelli per pulire gli occhiali. Mi dicono che ottengono buoni risultati.

Il problema di non utilizzare un panno apposito per dischi in vinile, ma solo quello per superfici come occhiali o certi schermi tv, è che non può essere usato come supporto per adagiare sopra il disco.

Noi useremo due panni per la pulizia: uno dei due deve essere grande abbastanza. E questa non è una caratteristica dei panni per occhiali, decisamente piccoli. Il mio consiglio è quindi di avere un paio di panni appositamente creati per il vinile.

Quando e quanto usare il panno antistatico?

Nei vinili con poca polvere in superficie (quelli che per logica ascolti di più) dovrebbe essere automatico dare sempre una passata al vinile con il panno, prima dell’ascolto e dopo quando è il momento di riporlo in copertina.

Vista la sua facilità di utilizzo e il basso costo, una passata veloce e precisa è un ottima abitudine.

Per i vinili con più polvere, il panno va bene per dare una prima pulita, ma non basta.

Dovresti abbinarlo a una spazzola per vinili.

Spazzola per la pulizia del vinile

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Cosa deve fare la spazzola, in pratica?

Entrare tra i solchi del vinile e togliere polvere e sporco. Quello che un panno non riesce a fare. Le setole devono essere le più sottili e delicate possibile.

Molte spazzole hanno solamente fibra di carbonio: sono le più semplici ed economiche ma rischiano di graffiare il vinile.

I requisiti della spazzola per vinili ideale:

  • una spazzola in fibra di carbonio combinata a parti interne in velluto, con setole decisamente più delicate e accurate per la pulizia del disco. Portano a termine il compito di andare nel microscopico corridoio del microsolco per dare una bella pulita generale
  • deve avere la capacità di trattenere la polvere. Prenderla e poi disperderla è inutile. La polvere si deve attaccare alle setole della spazzola, per questo motivo una spazzola per vinili può avere anche due/trecentomila setole.
  • la particolare fibra della spazzola permette inoltre di neutralizzare l’elettricità statica del vinile.

In aggiunta a un panno antistatico abbiamo già due oggetti che permettono di eliminare l’elettricità statica, rimuovendo al tempo stesso la polvere.

Quindi ottimo.

Un esempio di come si pulisce a mano

Puoi usare il giradischi per pulire il vinile a secco.

  • Posiziona il vinile nel piatto e fai girare il giradischi, come prima di iniziare un ascolto
  • A questo punto è sufficiente inclinare la spazzola, posandola con gentilezza nella superficie del vinile mentre lui continua a girare. Tieni la spazzola ferma, ci penserà il vinile a pulirsi mentre gira
  • Due, tre o quattro giri di solito possono bastare. Qualcuno in più se credi che possa essere utile
  • Poi si passa all’interno dei solchi. Per questo premi, sempre con la massima delicatezza, la spazzola in modo che entri in contatto con il solco. In questo modo raccoglierà polvere, sporco e ridurrà l’elettricità statica
  • Ripetere nell’altro lato
  • Non guardare che la spazzola sia in plastica, legno, diamante o rubino. Che sia all’ultima moda è anche l’ultimo dei nostri pensieri. L’importante sono le setole. Più sono delicate e sottili, più risultano adatte a pulire il vinile

Puoi ascoltare il vinile prima e dopo la pulizia per vedere le differenze di suono: se il vinile era sporco, dopo la pulizia noterai subito una sostanziale differenza.

Pulizia a liquido: non proprio la stessa cosa

Importante: prima togli la polvere e lo sporco con panno e spazzola antistatica, poi procedi con la pulizia del vinile a liquido.

Pulire un disco in vinile con liquidi e detergenti appositi, oppure lavarlo, è una pulizia più delicata rispetto a quella a secco.

Non si dovrebbe abusare con il lavaggio e la pulizia con liquidi. Parliamo sempre di sostanze che entrano a diretto contatto con il vinile, quindi massima attenzione alle sostanze contenute nei prodotti, e al modo di usarli.

Ma con il passare del tempo diventa sempre fondamentale lavare i vinili. Non si scappa.

Puoi pulire a liquido il vinile:

  • manualmente, con appositi detergenti
  • utilizzando macchine lavadischi di vari livelli e tipologie

Detergenti e liquidi per vinili

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Valuta estremamente bene le miscele contenute nei detergenti e liquidi prima di utilizzarle sui tuoi vinili.

La migliore, più innocua per la superficie del vinile è:

  • l’acqua demineralizzata (al limite quella distillata): appunto per l’assenza di particelle e minerali

Da evitare invece:

  • l’acqua del rubinetto: perché contiene calcare e impurità, anche in minima parte
  • Prodotti spray, liquidi per la pulizia della casa: troppo aggressivi

Alcol: la situazione è dibattuta e parecchio strana.

L’alcol isopropilico è uno degli ingredienti più gettonati su molti prodotti per la pulizia del vinile di fascia medio/alta.

Questa sostanza fa diventare il vinile perfettamente pulito, ma diverse persone hanno testimoniato che il suo uso prolungato nel tempo può rovinare la superficie del vinile.

Come sempre bisognerebbe vedere cosa s’intende per uso prolungato nel tempo. Due, tre anni? Di più? Con che frequenza? In che condizione erano i vinili? Eccetera. Andrebbe sempre visto il singolo caso.

Di norma, anche l’alcol isopropilico andrebbe usato sapendo ciò che si fa, ma la sua presenza in molte etichette di detergenti lo rende uno dei migliori per lavare un vinile a mano.

Ancora meglio se una soluzione è senza alcol, nemmeno in minima traccia.

Solitamente molte case di produzione di macchine per vinili, che offrono anche l’apposito liquido, consigliano di prendere il fluido concentrato (quello che trovi nella confezione) e diluirlo con acqua demineralizzata/distillata.

In questo caso:

  1. versa tutto il fluido nel contenitore dell’acqua demineralizzata
  2. riempi la boccetta che conteneva il fluido con la soluzione di acqua+ fluido diluita

In questo caso il tuo vinile non entrerà in contatto direttamente con un fluido, ma con una soluzione mista che comprende una buona parte d’acqua.

Come si pulisce

Tutti i kit seri per pulire i vinili hanno le istruzioni per l’uso, comunque in generale:

  1. Scegli una superficie piana, stabile e pulita. Ecco perché usare un panno di microfibra molto grande (sicuramente più grande del vinile)
  2. Appoggiare il vinile sul panno
  3. Spruzzare il liquido direttamente sulla superficie del vinile, in tre o quattro punti, con movimento circolare, seguendo i solchi. Non spruzzare dove c’è l’etichetta.
  4. Lascia penetrare il liquido all’interno dei solchi, per 5-10 secondi. Permetti al liquido di fare effetto per più tempo nel caso tu abbia un vinile particolarmente sporco
  5. Con un altro panno (di quelli ultradelicati visti prima), passa con movimento circolare 2-3 volte attorno al disco. In questo modo distribuisci il liquido su tutta la superficie e lo fai arrivare dappertutto
  6. Asciuga partendo dal bordo interno a quello esterno, a un angolo di 45 gradi finché è completamente asciutto
  7. Ripetere in caso di necessità
  8. Capovolgere e ripetere sull’altro lato.

Aiutandoti con una spazzola

Esistono altri tipi di spazzole, morbidissime e senza setole, su cui versare direttamente il liquido. Procederai sul vinile con movimenti circolari, seguendo i solchi, come visto poco fa.

A questo punto ti serve un posto dove far completare l’asciugatura al tuo disco pulito.

In commercio ci sono diverse tipologie di rastrelliere che permettono di asciugare più vinili contemporaneamente dopo il lavaggio.

Ogni supporto per asciugare il vinile deve avere dei cuscinetti o parti morbide, sempre per evitare di graffiare il disco dopo averlo pulito.

Ancora meglio se è un supporto pieghevole per asciugare il vinile. L’inclinazione a 45 gradi permette una miglior asciugatura di quelli a 90° rispetto al piano.

Quante volte utilizzare il panno con cui lo pulirai? Solitamente con un panno pulisci fino a 10-20 dischi in vinile.

L’importante, nella pulizia con fluidi o spray liquidi, è arrivare in tutti i punti del vinile.

Potresti avere la sensazione di non pulire a fondo il vinile, di non fare un movimento corretto, di non avere il massimo controllo sulla distribuzione del fluido in tutta la superficie, dal bordo interno a quello esterno.

Puoi pensare che non stai arrivando nei punti più delicati del disco.

Ecco perché la macchina lavadischi garantisce una pulizia migliore.

Pulire il vinile con le macchine lavadischi

La macchina lavadischi è in un gradino superiore, uno strumento indispensabile per lavare un vinile a un livello più efficace.

Garantisce efficacia a vari livelli in base alla tipologia.

Certe macchine assicurano una pulizia impeccabile, quasi tutte ti faranno fare un ulteriore salto di qualità nella pulizia del vinile, se utilizzate nel modo corretto.

Al tempo stesso sono meno economiche e più delicate per il disco in vinile.

E sono sicuro che mi tirerò dietro insulti e disapprovazioni ma io non utilizzerei mai una macchina lavadischi sui miei vinili in modo permanente, per molto tempo e con elevata frequenza.

La vedo come lo strumento per le grandi pulizie, per le puliture importanti e da utilizzare comunque ciclicamente su tutti i vinili. Ma i cicli di tempo devono essere abbastanza ampi, a mio modo di vedere le cose.

  • Usarla una volta ogni tot. giorni e poi riutilizzarla, sullo stesso disco, dopo tre, quattro settimane? Sì, ci sto
  • Usarla tre, quattro volte alla settimana sullo stesso vinile? Pazzia

Ma questa è una mia fissa, non una regola da seguire. Anche perché una macchina lavadischi, soprattutto se troppo economica, tende a usurarsi e a essere progressivamente sempre meno efficace.

Lavi un vinile il primo giorno e avrai un effetto “wow” alla vista e all’udito (e ti assicuro che noterai subito la differenza di suono); lavi un vinile con la stessa macchina dopo sei mesi e potresti non raggiungere la stessa qualità.

Come puoi immaginare, ci sono macchine lavadischi in vinile low cost e altre più costose. Ricordandoci sempre che, nel mondo del vinile, a volte, chi più spende meno spende.

Fatta questa premessa, i pregi di una macchina lavadischi sono che:

  • Nasce apposta per lavare i dischi (banalmente, ma fino a un certo punto, vuol dire che un gruppo di persone si dedica solo a tal fine, ed è importante considerarlo)
  • Minimizza la pressione sul disco
  • Minimizza il contatto con il disco

Difetti di una macchina lavadischi:

  • il prezzo, che può andare dall’impegnativo (da poco sotto i 100 euro a qualche centinaio di euro) al proibitivo (migliaia di euro)
  • come anticipato, utilizzare un macchina lavadischi molte volte sullo stesso vinile, per molto tempo, può rovinarne la superficie
  • l’usura per il non utilizzo: sembra incredibile ma alcune testimonianze su certe macchine lavadischi dicono che sono diventate sempre meno efficaci per il loro scarso utilizzo

Dunque una macchina lavadischi bisogna utilizzarla, non trasformarla in soprammobile.

Anche questo può essere scontato da dire, ma a volte tendiamo a non usare molto certi strumenti perché ci sembrano troppo delicati. Non utilizzandola può avvenire proprio l’effetto contrario.

Nel caso di un disco particolarmente sporco io procedo al lavaggio solo dopo aver tolto la polvere a secco, con panno e spazzola. Così mi assicuro due stadi di pulizia del vinile.

Ma se il vinile non è eccessivamente sporco, ha senso usarla?

Se lo ascolti un buon numero di volte per cui lo sottoponi a rapida pulizia giornalmente, o una volta a settimana, allora è sufficiente pulirlo a secco prima e dopo ogni ascolto.

Lava il disco solo se davvero sporco e ciclicamente, ogni tot. mesi, come buona pratica da riservare i tuoi dischi.

Ora facciamo una distinzione in base alla nota più dolente: il prezzo.

Lavadischi manuale: prezzo medio/basso

macchine-lavadischi-manuali

La tipologia di macchina lavadischi più economica è quella manuale.

Per citarne alcune, solo come esempio, vedi la:

  • Spin Clean Mkii
  • Knosti Disco Antistat (I e II)
  • Auna Vinyl Clean

Economica in questo caso può essere sinonimo di qualità.

Una macchina lavadischi manuale è uno strumento semplice ma davvero efficace. Le manuali sono fedeli compagne di ascoltatori e collezionisti da quarant’anni, e se sono in circolazione ancora oggi un motivo ci sarà sicuramente.

Le macchine lavadischi manuali nascono per unire l’esigenza di pulire il vinile in modo più approfondito e il bisogno di non spendere troppo. Infatti offrono un buon livello di pulitura, relativamente profondo, a un prezzo ragionevole.

Mediamente il prezzo di una lavadischi manuale oscilla da poco meno di 100 euro a qualcosina in più. Tutti i prodotti seri hanno kit completo dedicato alla pulizia e rastrelliera/supporto per asciugare i dischi.

Il miglioramento sonoro di solito è via via maggiore quanto più elevata è la qualità della macchina. Insieme alla qualità, lieviterà il prezzo.

In generale, i liquidi in dotazione con la macchina sono specifici contro polvere, sporco, macchie e sono fatti apposta anche per eliminare l’elettricità statica, la bestiaccia vista in precedenza. Se il liquido non è antistatico, non prenderlo.

Potranno non rimuovere tutta la carica statica, soprattutto quelle manuali, ma fanno abbastanza da notare un fantastico miglioramento nella qualità del suono.

Poi sappiamo come vanno le cose: come sempre troveremo ogni tipo di recensione su queste macchine: dall’entusiasta al “pensavo meglio”, dal “fantastico” al “non la ricomprerei” e così via.

Al netto delle recensioni, e le personali esperienze di tutti noi, una lavadischi manuale è uno strumento molto importante per la pulizia.

Forse non sarà professionale, dai risultati impeccabili, ma se non vuoi/puoi spendere di più, e hai con te un po’ di pazienza, i risultati si vedranno sicuramente.

Per usare una macchina lavadischi di questo tipo, infatti, ci vuole un procedimento da fare a manina che a molti può risultare…macchinoso. (Non ho trovato un termine più adatto).

Vediamo come si usa una lavadischi manuale.

Come si pulisce

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Prendiamo per esempio la Spin Clean gialla qui sopra.

La macchina si presenta come una sorta di scatola stretta e lunga, con coperchio. Bastano due minuti per assemblarla.

  • rimuovi il coperchio e scopri l’apertura dove inserire il vinile
  • disponi i due rulli nelle piccole fessure ai lati dell’apertura
    rulli-spin-clean
  • sono sei fessure (tre per parte), disposte a varia distanza a seconda del vinile che hai bisogno di pulire.
    • 33 giri, 12 pollici: rulli nelle due fessure esterne
    • 78 giri, 10 pollici: rulli nelle due fessure centrali
    • 45 giri, 7 pollici: rulli nelle due fessure interne
    • I rulli hanno parti interne in gomma morbida e velluto, cioè sul punto che entrerà in contatto con i bordi del vinile
  • inserire le due spazzole, sempre nel kit in dotazione, in verticale nelle due fessure in mezzo
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La macchina è montata. Ora va riempita l’apertura interna di una soluzione per lavaggio del vinile e cioè:

  • acqua demineralizzata: riempire fino a che le due spazzole all’interno sono sommerse
  • fluido per vinili: che verrà dato in dotazione, due/tre piccoli tappi direttamente sulle spazzole interne

A questo punto prendi il vinile che vuoi lavare:

  • posizionalo in verticale nell’apertura, con i bordi destro e sinistro inseriti nei due piccoli rulli e la parte centrale tra le due spazzole. Le spazzole hanno la stessa dimensione del raggio del vinile, apposta per non toccare il centro dove c’è l’etichetta
  • la parte inferiore del vinile è immersa nella soluzione
  • ruota manualmente il vinile prendendolo dal bordo, delicatamente, tre volte in senso orario e tre volte in senso antiorario. Fallo ruotare piano, senza fretta. Noterai che la soluzione si è distribuita sulla superficie del disco.
  • dopo il lavaggio, estrai il disco e togli l’acqua in eccesso, agitandolo piano
  • asciugalo con un panno leggero per vinili, prima in senso orario, poi antiorario
  • disponi il vinile in una griglia/rastrelliera per completare l’asciugatura, per essere sicuri che sia completamente asciutto
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Una volta finito di utilizzarla, estrai rulli e spazzole e falli riposare fuori dalla macchina, a coperchio chiuso.

Per essere un procedimento manuale, con una macchina come questa diventa veloce e confortevole. Oltretutto garantisce un buon livello di pulizia.

Certe persone utilizzano due vasche separate per garantire ai propri dischi un lavaggio in due fasi: nella prima fase, la prima vasca avrà acqua e fluido per il lavaggio, la seconda vasca servirà per il risciacquo e conterrà solo acqua.

Probabili criticità?

Assicuriamoci che trovare i pezzi di ricambio, in particolare le spazzole, non sia una caccia al tesoro ma che siano abbastanza facili da trovare. Amazon ed Ebay comunque di solito hanno molti ricambi disponibili. Per fluido e acqua demineralizzata non ci sono ovviamente problemi dato che puoi prenderli anche da altri rivenditori.

Inoltre, come abbiamo detto, può essere macchinosa da preparare, soprattutto se devi lavare molti dischi.

Con uno o due vinili fai relativamente presto, ma se devi pulirne 30-40 puoi impiegarci una montagna di tempo.

Potresti aver bisogno di un alleato più comodo e veloce per pulire un vinile, assicurandoti un risultato di migliore qualità.

Se vuoi un motore che giri il vinile per te, e completi tutte le azioni al posto tuo, allora con un sforzo in più trovi una macchina lavadischi elettrica.

Automatiche: prezzo medio/alto

Macchine come la Okki Nokki, molto utilizzata, la Nitty Gritty o la Moth, sono altri tipi di macchine lavadischi.

Una scatola in cui il vinile è posizionato in orizzontale, proprio come in un giradischi. Nel braccio è installata una spazzola che pulisce/lava il disco in tutta la sua superficie, automaticamente, esercitando una lievissima pressione sulla superficie.

Prezzo: in giro non se ne trovano proprio tante ma si parte spesso dai 450 euro. Mica noccioline.

Poi ci sono macchine anche più costose se, per esempio:

  • hanno ventole speciali e più potenti contro il surriscaldamento
  • sono in grado di lavare il vinile su entrambi i lati senza bisogno di girarlo
  • sono meno rumorose di altre, premiando anche la recensione delle tue orecchie durante l’uso
  • hanno coperchio antipolvere durante il non utilizzo
  • hanno materiale simile a cotone che separa il braccio dalla superficie del disco, per cui il braccio non tocca mai il vinile durante il lavaggio

E diverse altre caratteristiche a seconda del modello. Tipo il design. A parità di condizioni, il design più moderno e figo costa di più. Qui si gioca, ovviamente, sul dettaglio.

Come si pulisce

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Per una macchina come Okki Nokki si procede in questo modo:

  • posiziona il vinile in centro alla macchina e assicuralo con l’apposito supporto (non troppo stretto per evitare pressione sul disco)
  • anche il tasto di accensione (dietro) deve essere su ON
  • il pulsante che gira il piatto della macchina lavadischi ha tre impostazioni: orario (in alto), fermo (centrale) e antiorario (in basso). Aziona prima il pulsante in senso orario, per 2-3 giri
  • versa il fluido in dotazione su più punti del vinile; non troppo per evitare schizzi e per non esagerare con il liquido
  • con l’apposita spazzola, esercita una leggera pressione sul disco per distribuire il liquido su tutta la superficie; come sempre, spazzola ferma mentre il vinile gira
  • a questo punto, passa da “orario” ad “antiorario”. Ripetere l’operazione con la spazzola, sempre 2-3 rotazioni
  • spegni il motore che fa girare il piatto
  • queste macchine hanno anche un altro pulsante per l’aspiratura della polvere, impostato, stavolta, semplicemente su on e off. A vinile fermo, azionare questo pulsante
  • il piatto ricomincerà a girare ma adesso anche con l’aspiratore, rumore simile a una vera aspirapolvere dunque in questa fase il tuo gatto, se ne hai uno, potrebbe lasciare la stanza
  • abbassa piano il braccio della macchina lavadischi fino al contatto con il vinile: il braccio, con le apposite spazzole, combinato all’aspiratore, eliminerà polvere e sporco. Le spazzole entreranno tra i solchi, in cui è arrivato il fluido nella fase precedente. Fai girare il disco per un paio di rotazioni, poi spegni l’aspiratore (il braccio si sposterà da solo dal vinile, poi dipende dal tipo di macchina)
  • ripeti sull’altro lato

Ecco un breve video sull’utilizzo di una diversa marca di macchina lavadischi.

Il prezzo riflette i suoi automatismi e la comodità, il motore e le parti installate, ma anche la sua qualità funzionale.

É un prodotto che funziona per garantire un risultato di qualità.

Rende i vinili impeccabili ed è efficace anche con il passare del tempo (sempre che sia mantenuta in buone condizioni). Ogni macchina automatica ha le proprie istruzioni, da seguire scrupolosamente.

Io comunque per scrupolo non ne abuserei, neanche se costasse 2000 euro.

E ce ne sono che costano 2-3 mila euro, o più, come questa qui sotto.

Macchine lavadischi a ultrasuoni

macchina-lavadischi-ultrasuoni

Costosissime, ma qui sei al top di gamma perché utilizzerai lo stesso principio che i chirurghi usano per la loro strumentazione, o che impiegano le compagnie aeree per pulire i circuiti di bordo.

Sono onde di pressione ad alta frequenza generate da ultrasuoni che fungono da trasduttori: cioè trasformano un tipo di energia in un altro tipo di energia (proprio come la testina del giradischi).

In questo caso, partendo dall’apposito liquido formano le cosiddette bolle di cavitazione, minuscole zone di vapore che partono dall’interno del fluido e arrivano negli angoli, fessure, pareti, valli, pianure e ogni minimo spazio del solco del vinile.

Per raggiunge ogni singolo millimetro del solco, questo meccanismo ha bisogno di molta forza ed è qui che molti esperti si fanno due domande.

La macchina raggiunge un risultato che nessuna spazzola o altra macchina lavadischi riesce a raggiungere, però diversi esperti sostengono che questo tipo di macchine producono una forza troppo elevata per la delicata superficie del vinile; ne sconsigliano, dunque, un uso prolungato nel tempo.

Certo una macchina lavadischi a ultrasuoni come la Klaudio Kd-CLN, qui sopra, costa quasi 4500 sterline. Un investimento caro perché non sia prolungato, no?

Come sempre per me la verità sta in mezzo, dove c’è l’equilibrio.

Chi può permettersi una macchina a ultrasuoni dovrebbe utilizzarla sapendo ciò che fa. Io non ho mai avuto questa esperienza, e in questo articolo mi limito a nominarla, dicendoti il principio che la fa funzionare.

Così sai che è una possibilità.

Con questa guida abbiamo toccato tutti i punti importanti sulla pulizia del vinile.

Non è comunque ancora completa, perché ci sono altri particolari da aggiungere sugli accessori di pulizia. Senza parlare di tutti gli aggiornamenti del settore. Quindi ripassa di qui ancora tra qualche giorno!

Nel prossimo articolo cercheremo di entrare ancora di più nel dettaglio, parlando di confronti tra macchine lavadischi e metodi alternativi di pulizia.

Tu hai già pensato a come pulire il tuo vinile?

Di cosa vorresti si parlasse nel prossimo articolo?

Oppure scrivici il tuo desiderio!