Carpet Crawlers2019-02-25T14:01:33+00:00

Testo, Traduzione e Significato di
Carpet Crawlers

The Lamb Lies Down On Broadway

1974

Genesis

Composta da: Peter Gabriel, Tony Banks, Steve Hackett, Mike Rutherford, Phil Collins

Carpet crawlers

There is lambs wool under my naked feet
The wool is soft and warm
Gives off some kind of heat
A salamander scurries into flame to be destroyed
Imaginary creatures are trapped in birth on celluloid
The fleas cling to the golden fleece
Hoping they’ll find peace
Each thought and gesture are caught in celluloid
There’s no hiding in my memory
There’s no room to avoid

The crawlers cover the floor in the red ochre corridor
For my second sight of people, they’ve more lifeblood than before
They’re moving in time to a heavy wooden door
Where the needle’s eye is winking, closing on the poor

The carpet crawlers heed their callers
We’ve got to get in to get out
We’ve got to get in to get out
We’ve got to get in to get out

There’s only one direction in the faces that I see
Its upward to the ceiling, where the chamber’s said to be
Like the forest fight for sunlight, that takes root in every tree
They are pulled up by the magnet, believing they are free

The carpet crawlers heed their callers
We’ve got to get in to get out
We’ve got to get in to get out
We’ve got to get in to get out

Mild-mannered supermen are held in kryptonite
And the wise and foolish virgins giggle with their bodies glowing bright
Through the door a harvest feast is lit by candlelight
Its the bottom of a staircase that spirals out of sight

The carpet crawlers heed their callers
We’ve got to get in to get out
We’ve got to get in to get out

The porcelain mannikin with shattered skin fears attack.
And the eager pack lift up their pitchers, they carry all they lack.
The liquid has congealed, which has seeped out through the crack,
And the tickler takes his stickleback.

The carpet crawlers heed their callers
We’ve got to get in to get out
We’ve got to get in to get out
…To get out

We got to get in to get out
We got to get in (get out to get in)
Got to, got to…

Got to get in to get out
(Got to get in to get out)
We got to get in to get out
(Got to get in to get out)
We got to get in to get out
We got to get in to get out
Get in to get out
Got to get in (get out) to get out
Got to get in to get out
Get out, get out, get out…

Strisciatori del tappeto

C’è lana d’agnello sotto i miei piedi nudi
La lana è soffice e calda
Sprigiona una specie di calore
Una salamandra corre veloce nella fiamma per essere distrutta
Creature immaginarie sono intrappolate su celluloide dalla nascita
Le mosche restano attaccate al vello dorato
Sperando di trovare pace
Ogni pensiero e gesto è catturato su celluloide
Non c’è nessun nascondiglio nei miei ricordi
Non c’è alcuna stanza da evitare

Gli strisciatori coprono il pavimento del corridoio rosso ocra
Per la mia seconda vista le persone hanno più linfa vitale di prima
Si stanno muovendo a tempo verso una pesante porta di legno
Dove l’occhio dell’obelisco sta ammiccando, chiudendosi sul miserabile

Gli strisciatori del tappeto ubbidiscono ai visitatori
“Dobbiamo entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”

C’è una sola direzione nei volti che vedo
È diretta al soffitto, dove si dice ci sia la camera
Come la foresta combatte per la luce del sole, che mette radici in ogni albero
Sono tirati in alto da un magnete, credendo di essere liberi

Gli strisciatori del tappeto ubbidiscono ai visitatori
“Dobbiamo entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”

I superuomini buoni sono ricoperti di criptonite
E le vergini sagge e incoscienti ridacchiano con i loro corpi che brillano radiosi
Al di là della porta un banchetto per il raccolto è illuminato a lume di candela
È la base di una scala a chiocciola che sale a spirale fuori dalla vista

Gli strisciatori del tappeto ubbidiscono ai visitatori
“Dobbiamo entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”

Il manichino di porcellana con la pelle distrutta teme un attacco
E i desiderosi sollevano le loro caraffe, portano tutte le loro mancanze
Il liquido si è congelato, è colato attraverso la fessura
E lo strascico ha catturato il suo pesciolino*

Gli strisciatori del tappeto ubbidiscono ai visitatori
“Dobbiamo entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”
“….per uscire”

“Dobbiamo entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”
“entrare per uscire”
“Dobbiamo entrare (uscire) per uscire”
“Dobbiamo entrare per uscire”
“Uscire, uscire, uscire…”

* Tickler è un tipo di pesca a strascico in cui si trascina una rete sul fondo del mare per prendere i pesci. Nel linguaggio comune inglese, lo “stickleback” è un pesce di piccolissime dimensioni.

Significato di Carpet Crawlers

Uno degli apici di The Lamb. Uno dei momenti più belli e profondi della storia. Uno dei brani più enigmatici, e difficili da interpretare.

Per tutti i suoi cinque minuti le tastiere di Tony Banks danno al brano un sottofondo onirico, una melodia continua che ci fa essere qui, ad ascoltare il decimo brano di The Lamb Lies Down On Broadway, e allo stesso tempo ci porta da un’altra parte, direttamente dentro la storia.

Ci porta con Rael in un corridoio rosso ocra, fatto di calda e soffice lana d’agnello.

Il collegamento con l’agnello all’inizio del brano è chiaro. Questo animale è simbolo di innocenza, di candore, di qualcuno che sta passando una fase necessaria a cancellare le sue colpe.

Rael infatti è in questo mondo sotterraneo per conoscere le sue paure e scontare la sua pena.

In Carpet Crawlers il corridoio è una sorta di anticamera. Rael non è solo. Ci sono creature ed esseri viventi pieni di vita.

Una salamandra corre verso una fiamma e finisce distrutta, creature immaginarie sono intrappolate in una pellicola di celluloide, simile a quelle usate per i film.

Rael vede uomini strisciare nel corridoio con tantissima linfa vitale nelle loro vene.

“For my second sight of people, they’ve more lifeblood than before” significa che Rael ormai riesce a vedere cose che prima non vedeva. Vede le persone in modo diverso, molto più vive e vitali, come se avesse una “seconda vista” molto più acuta.

Ricordiamo infatti che in Hairless Heart il cuore di Rael era stato rasato e reso perfettamente liscio, privo di aculei e spini, come una purificazione.

A questo punto il brano è surreale e da interpretare, del resto è quello che Peter Gabriel vuole.

Il mio pensiero personale è questo.

Rael cerca di scappare da quella situazione, nascondendosi. É intuibile dalle parole “There’s no hiding in my memory, There’s no room to avoid” (Nei miei ricordi non c’è alcun nascondiglio, non c’è alcuna stanza da evitare). 

La vista di tutte quelle creature vive ma intrappolate nella celluloide, che ne annulla ogni movimento e azzera la loro libertà, al contrario di lui, con la fortuna di essere vivo e libero, gli dà un senso di tristezza e dispiacere. Rael pensa a dove può nascondersi, ma non riesce a ricordarlo. Se ogni stanza per lui è una scoperta, sa già di non poter evitarne nessuna.

Rael è costretto a proseguire.

La voce di Peter Gabriel in “The crawlers cover the floor in the red ochre corridor” è uno dei secondi più emozionanti di tutto l’album, e dà al brano un senso surreale di malinconia.

Chi sono gli strisciatori del tappeto di lana?

Potrebbero rappresentare tutte le persone con difficoltà, che arrancano ma vanno avanti, strisciando, spinti dal desiderio di andare avanti verso un obiettivo.

Stanno strisciando verso una gigantesca porta in legno ma con un’entrata molto stretta (Needle’s Eye).

Il Needle’Eye è un altro dei punti più enigmatici della canzone e potrebbe avere diversi significati.

Eye of a needle è il buco di un ago, stretto e sottile, ed è la metafora di un’entrata in cui non tutti riusciranno ad accedere.

Allora i carpet crawlers strisciano verso questa porta, ma non tutti passeranno.

“Where the needle’s eye is winking, closing on the poor” significa che il passaggio attraverso questa porta si chiuderà sulle persone più povere (The poor, il miserabile, il povero), come un occhio sbatte la palpebra aprendosi e chiudendosi.

I miserabili potrebbero essere le persone nate sotto una cattiva stella, sfortunate e destinate a trascorrere una vita d’inferno. Su di loro l’occhio si chiuderà, e resteranno a strisciare in quel corridoio.

Però potrebbero essere anche i “miserabili” dal punto di vista dei sentimenti umani, i poveri d’animo, i soggetti senza amore e sensibilità. Un po’ com’era Rael prima di iniziare questo viaggio. Dunque per loro, troppo grandi nella loro vita, non riusciranno a passare nella fessura (needle’s eye) di quella porta.

Questo passaggio ha anche un risvolto religioso con il passo del Vangelo “É più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”.

Se pensiamo che Gabriel voglia dare un significato anche religioso a questo brano (molto facile visto i continui riferimenti biblici nei suoi testi prima e dopo The Lamb) arriviamo alla conclusione che “closing on the poor” significhi che le persone prive di sentimenti e povere di spirito non riusciranno a oltrepassare questa porta, per quanto grande sia.

La cosa interessante è che il Needle’s Eye è anche una gigantesca piramide alta 15 metri nello Yorkshire, Inghilterra settentrionale. Sopra la piramide c’è una sfera con un occhio inciso. La piramide, costruita nel 18° secolo in pietra, serviva come decorazione.

Rael, purificato, segue gli “strisciatori” e va verso questa porta.

Gli strisciatori ripetono una singola frase, come una litania: “We got to get it to get out”

“Dobbiamo entrare per uscire”

Questa frase può significare che per uscire da un problema bisogna prima entrarci, come ora Rael si trova in un guaio, la poco desiderata avventura in un mondo parallelo.

Per uscirci bisogna entrarci, provare l’esperienza, fare i conti con il proprio passato e la propria anima.

I volti delle persone guardano il soffitto, dove sembra ci sia un’altra stanza.

Quel posto ha stanze in ogni direzione (there’s no room to avoid), sopra e sotto; gli strisciatori, visti insieme, sembrano tanti rami di una foresta così fitta che non lascia passare la luce del sole, una foresta con alberi giganteschi e tantissime radici.

Rael vede persone che credono di essere libere, e probabilmente la visione di queste persone intrappolate ma “piene di vita” gli provoca una sensazione di dispiacere ma allo stesso tempo gli permette di capire.

Ora è in quella situazione, lì sotto.

Era iniziata in modo piacevole, ben presto si era trasformata in un incubo, ora sembra solo un guaio, qualcosa da finire. E così, gli stanno ripetendo “bisogna entrarci per uscire”.

Nel tripudio musicale dei nostri cinque, mai così in sintonia come in quest’album, tastiere, chitarra e la batteria rullante di Phil Collins si fondono insieme alla voce di Peter Gabriel che ripete il ritornello un numero

La grande porta in legno si apre e al di là c’è un sontuoso banchetto illuminato da una candela, e una scala a chiocciola così lunga da scomparire alla vista.

Rael prende l’unica via possibile e inizia a salire la scala.

Counting Out Time

The Chamber Of 32 Doors

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