Testo di
Un Giudice

Non Al Denaro Non All’Amore Né Al Cielo

1971

Fabrizio De André

Composta da: Fabrizio De André

(Il testo di questa canzone è inserito in questo sito solo come citazione per cercare di spiegarne il significato.
É una divulgazione culturale per gli amanti della musica e per chi è curioso: non ci sono fini economici e tutti i diritti sul testo sono riservati agli autori.)

Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura
Te lo rivelan gli occhi e le battute della gente
O la curiosità d’una ragazza irriverente
Che vi avvicina solo per un suo dubbio impertinente
Vuole scoprir se è vero quanto si dice intorno ai nani
Che siano i più forniti della virtù meno apparente
Fra tutte le virtù la più indecente.

Passano gli anni, i mesi e se li conti anche i minuti
É triste trovarsi adulti senza essere cresciuti
La maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo
Fino a dire che un nano è una carogna di sicuro
Perché ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo.

Fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore
Che preparai gli esami, diventai procuratore
Per imboccar la strada che dalle panche d’una cattedrale
Porta alla sagrestia quindi alla cattedra d’un tribunale
Giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male

E allora la mia statura non dispensò più buonumore
A chi alla sbarra, in piedi, mi diceva “Vostro Onore”
E di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio
Prima di genuflettermi nell’ora dell’addio
Non conoscendo affatto la statura di Dio.

Un Matto

Un Blasfemo