Dangerous – Michael Jackson (1991)

Copertina Originale: Mark Ryden

VALORE VINILE DA COLLEZIONE

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DANGEROUS TRACKLIST

Jam
Why You Wanna Trip On Me
In The Closet

She Drives Me Wild
Remember The Time
Can’t Let Her Get Away
Heal The World

Black Or White
Who Is It
Give In To Me

Will You Be There
Keep The Faith
Gone Too Soon
Dangerous

Mi ricordo che quando comprai quest’album non conoscevo la copertina, ma vidi gli occhi di Michael Jackson che mi fissavano. Capii subito che era Dangerous.

Oggi entreremo nella copertina di Dangerous, ottavo album di Michael Jackson.

Cercheremo di scoprire un po’ dei suoi significati. Non tutti, sarebbe impossibile.

La copertina di Dangerous somiglia a un circo in cui Michael Jackson ne è il padrone, massima attrazione, supervisore generale e re incontrastato.

Un re diverso dalle altre sue copertine, hai notato?

Ci sono copertine con abiti bianchi o scuri, però semplici, oserei dire banali fatta eccezione per qualche particolare.

Jackson sembra dire “Guardatemi. Io sono così”. Le sue copertine, di solito, sono manifesti e vetrine di visibilità, dove mostrarsi al pubblico e ai media.

Dangerous è l’opposto. Michael sembra dire “Guardatemi. E scoprite come sono”.

Quasi tutto il suo corpo è nascosto dietro…la copertina.

Tranne gli occhi, che usa non solo per attirare gli sprovveduti in cerca dell’album in un negozio di dischi ma anche per dirci qualcosa.

Michael parla più in questa copertina, nascondendosi, che in tutte le altre messe insieme.

Michael Jackson, all’apice della sua vena creativa, collabora con Mark Ryden, pittore pop-surrealista di Pasadena, l’artista perfetto per mettere nero su bianco le sue idee.

Le influenze di Ryden vanno dai pittori neoclassici, come David e Ingres, ai libretti di fiabe per bambini; Ryden disegna prendendo ispirazione dai misteri, tanto che in casa colleziona statue, statuette, gingilli, giocattoli, quadri e altri oggetti, molti dei quali dalla provenienza sconosciuta.

Jackson sceglie Mark perché il ragazzo colleziona, tra l’altro, anche i poster dei circhi che spopolavano agli inizi del ’900.

Parlano molto, Jackson e Ryden. Soprattutto Jackson gli racconta la sua vita.

E gli dà due indicazioni per realizzare la copertina di Dangerous.

Mark Ryden: l’Autore di Dangerous, le immagini, le idee

  1. Michael Jackson vuole raccontare un po’ della sua vita nella copertina, e in questo Ryden farà centro. Vita presente, passata e futura se consideriamo i messaggi e presagi che l’artista sembra lanciare da questo gigantesco circo
  2. La seconda è che il design della copertina deve restare misterioso

Ryden ha l’idea geniale di celebrare Jackson come un re. Aveva visto anche una sua foto seduto su un trono.

La copertina è un capolavoro per come Mark Ryden trova armonia nelle due richieste di Michael Jackson, restando al tempo stesso dentro i binari delle canzoni di Dangerous, un album colossale.

Per la cronaca, la popstar scrive circa 60-70 brani nell’arco di tre anni.

Aggiunge, toglie, cambia, taglia, valuta, perfeziona, arrivando nel 1991 a una tracklist normale e un cambiamento profondo di sonorità.

Nei testi parla di fame nel mondo, guerre, povertà e in particolare il razzismo, dal suo punto di vista personale, mai così personale come ora.

E comunicando con una copertina, come mai aveva fatto finora.

Michael Jackson desidera parlare della sua vita e vuole che ogni persona possa dare la sua interpretazione a quello che vede nella copertina.

Ne risulta il suo album di gran lunga più introspettivo, per lui e per noi, quattordici canzoni che esplorano le sue contraddizioni interiori su società, politica e il mondo intero.

Con i media si burla giocando con un altro titolo ambiguo, Dangerous, per far credere loro di essere un tipo poco raccomandabile.

E gioca anche con il pubblico grazie a una delle copertine più indecifrabili di sempre.

Vuole parlarci e cambiare il mondo, facendo il primo passo, esponendosi senza mettersi in mostra, solo con gli occhi, restando dietro una maschera.

Iniziamo proprio dalla maschera.

La Copertina di Dangerous nel Dettaglio

Partiamo prima dalla copertina in generale per poi scendere nel dettaglio.

La Maschera

La copertina, nel suo insieme, sembra un’imponente maschera.

Gli occhi di Michael Jackson sono l’unica cosa subito distinguibile, la bocca è quel cancello con la scritta “Dangerous” e le facce di due demoni ai lati, un ambiente buio che la nostra mente registra già come “diverso” perché tutto il resto è uno spettacolo di colori, oggetti, animali, persone, esseri, forme e dettagli che fioriscono in ogni direzione.

Il paesaggio oltre il cancello è un pugno in un occhio per la totale assenza di colore e la mancanza di animali.

Una maschera serve a nascondere la reale identità di qualcuno, o qualcosa, no?

La maschera di Dangerous somiglia a un muro che non ci fa vedere cosa si nasconde dietro.

Buona parte della critica e tantissimi fan pensano che in Dangerous ci siano messaggi subliminali e riferimenti all’ordine degli Illuminati, alla massoneria, al demonio, a chissà che altro.

E chissà se è vero.

Eserciti di persone hanno perlustrato questa copertina cercando riferimenti a ogni possibile cosa oscura e “complottista”.

Ma qui dentro c’è in particolare la vita di Jackson, dunque sembra che Michael stia nascondendo qualcosa al suo pubblico o che stia cercando di dire qualcosa.

La spiegazione più razionale è che Jackson si sentisse intrappolato nel suo personaggio, schiacciato da tanta celebrità, e volesse dirci che la fama non è tutto.

Questo può essere il primo significato della copertina, a primo impatto, a seconda di come il nostro occhio la vede ad una distanza di trenta, quaranta centimetri.

Ma con uno zoom, o una buona lente d’ingrandimento, il senso di questa copertina può cambiare.

E di parecchio.

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Dualismi, contrasti e animali

Una premessa.

I disegni di Mark Ryden non hanno mai un solo significato. O ne hanno molti oppure le sue opere non si spiegano del tutto.

La copertina di Dangerous quindi è piena zeppa di contrasti.

Gioca sempre su oggetti e significati diversi, a volte opposti, con due o più interpretazioni.

Come essere da una parte o dall’altra di una maschera, o di uno specchio che ti fa vedere il lato vero e finto delle cose.

Ryden realizza la copertina come il poster di un circo, prendendo le esperienze di vita positive di Michael Jackson, e anche quelle oscure, dopo averlo conosciuto un po’ meglio.

La prima contrapposizione (la più visibile) è questa, qui sotto.

Il Re Cane e la Regina Colibrì

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Re e regina sono seduti su due troni quasi uguali.

Il re è Michael Jackson.

Ryden sceglie il cane perché quasi tutto il 1958, compreso il 29 agosto, giorno di nascita di Michael Jackson, nell’oroscopo cinese era l’anno del cane.

Ryden simboleggia Jackson ispirandosi al dipinto di Ingres “Napoleone I sul trono imperiale” del 1806. La mano del re con lo scettro ha il celebre guanto bianco di Jackson.

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È interessante notare che lo scettro del cane ha la faccia di un colibrì, alla sua estremità, mentre lo scettro della regina colibrì termina con il muso di un cane.

Ognuno con un potere sull’altro, uno di fronte all’altro, maschio e femmina, mammifero e uccello.

Ok, io l’ho sempre considerato un colibrì, ma potrebbe essere anche un altro tipo di uccello. La regina è comunque nella tipica posa che avrebbero Elisabetta o Vittoria nei ritratti di corte.

Sotto il braccio sinistro tiene stretta una sfera molto simile al globo del sovrano d’Inghilterra, simbolo del potere di un monarca come difensore della fede.

I due animali, diversissimi, opposti, e i due scettri “incrociati” forse simboleggiano due forze opposte, in conflitto tra loro ma che si controllano a vicenda. Per mantenere un equilibrio.

L’élite e il pubblico nel mondo dello spettacolo, o la popolazione contro i governi e le lobby. 

Sarebbe un commento di Jackson su un mondo che lui conosce alla perfezione, l’industria dello spettacolo, oppure sul mondo in senso globale.

Restando in compagnia del re e della regina, i particolari si fanno sempre più misteriosi.

La scimmia volante e il corpo della Regina

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Alla sinistra del re c’è una scimmia con le ali da pipistrello.

É posizionata ai margini e curiosamente anche lei sembra stia controllando qualcosa. In mano ha due piatti.

Questa creatura è un chiaro riferimento al romanzo “Il Meraviglioso Mago di Oz” di L. Frank Baum.

Nel libro, le scimmie volanti sono esseri malvagi a servizio della Malvagia Strega dell’Ovest e hanno un doppio significato di sottomissione.

Un doppio significato, sì. Ancora una volta un doppio significato.

Il primo dominio lo esercitano loro, con la forza, nei confronti dei più deboli. Il secondo, lo subiscono a loro volta da una forza superiore, la strega, nel romanzo di Baum.

Questa creatura si serve del controllo e allo stesso tempo deve temere quello degli altri, proprio come il re cane e la regina colibrì.

Ai lati della regina, due passeri aprono il vestito del colibrì come un sipario, per mettere in mostra il suo corpo fatto di ruote dentate e ingranaggi.

Il corpo meccanico può essere la personificazione del mondo industriale, finto, inumano e pericoloso di Dangerous.

Ma può anche simboleggiare la maternità e la nascita di tutti gli uomini.

Dal corpo dell’uccello infatti esce una specie di cordone ombelicale alla cui estremità c’è una bolla con le sagome di un uomo e una donna al suo interno. Adamo ed Eva, i primi due uomini, secondo la Bibbia.

A sinistra di questa bolla c’è la testa di un ragazzo con la pelle metà marrone scuro e metà più chiara.

È un parallelo a Michael Jackson e al colore della sua pelle che era cambiato dal 1986, anno in cui gli fu diagnosticata la vitiligine, una malattia che distrugge la pigmentazione della pelle.

Dalla corona della regina spuntano cinque angeli bianchi, in fila, che volano verso uno degli “uccelli rivelatori” della regina colibrì. Il primo angelo sembra distendere un braccio per fermarlo, o per aiutarlo. Impossibile saperlo.

Ma il vero re degli animali qui non è il re cane, e non è un leone, ma è una scimmia.

Bubbles, più di un migliore amico

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La scimmia sopra la fata è Bubbles, lo scimpanzé di Michael Jackson, e sta per essere incoronato da due angeli.

Jackson aveva acquistato Bubbles, scimmietta di otto mesi, da una struttura di Austin che allevava primati per compiere dei test.

L’aveva portato prima a casa Jackson a Encino (L.A.) e poi a Neverland.

I tantissimi animali della copertina di Dangerous sono il riferimento più limpido al ranch di Neverland.

Jackson ama gli animali e la loro presenza in casa è fondamentale per la sua vita perché, come dichiarato alla rivista Rolling Stone nel 1987, gli animali lo aiutano a combattere la solitudine.

Bubbles simboleggia l’amicizia più importante, sopra ogni cosa, nel posto più alto della copertina.

Sull’arco dell’ingresso in Dangerous ci sono altri animali che rimpiccioliscono man mano che scendono ai lati dell’arco.

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PAVONE

Il pavone, simbolo di vanità e prestigio, rappresenta la natura e la personalità di Michael Jackson.

È anche legato al mondo dello spettacolo, che ti illude con la bellezza esteriore, la ricchezza e poi nasconde un mondo molto diverso.

ELEFANTE

L’elefante con il numero 9 tatuato sulla fronte potrebbe essere Gipsy, l’elefante che Elizabeh Taylor aveva regalato a Jackson durante una visita a Neverland.

È interessante notare come il 9 sia un numero importante nella numerologia.

Simboleggia il compimento di un ciclo, il passaggio da un piano a un altro.

Il 9 è l’ultima cifra e in sé contiene il duplice concetto (due significati, di nuovo) di inizio e fine, morte e rinascita; per questo è anche sintesi di tutte le cifre che vengono prima. O almeno è quello che ho capito.

Ma è interessante perché in Dangerous, Jackson vuole rinnovarsi e aprire un nuovo ciclo, sprigionando le sue idee più intime. E per la prima volta, con una copertina.

ANTILOPE

In una spiegazione greca e latina l’antilope ha corna forti, con cui taglia gli alberi, ma con il rischio di ritrovarsi imprigionata. E allora griderà, non riuscendo a liberarsi.

Questo animale descrive la tendenza dell’uomo a cadere nei vizi, rimanendone imprigionato.

APE

L’ape è uno degli animali più presenti nelle opere di Mark Ryden.

Per lui le api rappresentano l’anima, perché sono piccole, caste e virtuose nella simbologia antica.

Occupano un ruolo vitale per il mondo ma nessuno, non si sa perché, ha molto rispetto di loro.

Su Dangerous l’ape potrebbe essere un legame all’anima di Michael Jackson.

E ci sono poi un tricheco (o un leone marino), un rinoceronte, un toro, un passero, una rana, un orango e tanti altri animali di ogni specie.

Tutti animali che Jackson avrebbe potuto avere a Neverland, tutti animali in pericolo.

Pagliacci

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Ai lati della maschera, due clown con i cappelli. Uno ride, l’altro piange.

Possono essere le due facce del mondo dello spettacolo; i due aspetti nella vita di Michael Jackson ovvero un successo infinito bilanciato da momenti di buio e difficoltà. E nel 1991 il periodo più nero della sua vita deve ancora iniziare.

I pagliacci rappresentano il bello e il brutto della vita di ogni essere umano, nessuno escluso.

Oppure è la visione che tutti abbiamo del mondo industriale: si ride con il prestigio, la ricchezza e la bellezza effimera; si piange con la comprensione che non è tutto oro quel che luccica.

Perché proprio il mondo industriale?

Perché è ciò che troveremo oltrepassando il cancello con la scritta “Dangerous”.

Oltre il cancello: desolazione, giostre mortali e strani simboli

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Sembra proprio un mondo industriale il posto al di là della scritta “Dangerous”. Freddo come l’interno di una fabbrica, desolato come l’esterno di un mondo post apocalittico.

Gli animali sembrano vigilare sull’entrata in “Dangerous” oppure non si rendono conto di cosa stia accadendo.

Una strada tortuosa, come un nastro trasportatore, conduce dentro questo universo di ingranaggi, torri, scale, valvole e un groviglio di tubi messi in moto in un complesso sistema che produce orrore e distruzione.

La Terra è fissata da strutture in ferro e tubature, per facilitare il risucchio delle energie e sfruttare a pieno le sue risorse.

Il tappeto mobile fatto di armi, teschi, missili, stelle e quant’altro arriva direttamente dentro, e prosegue fin dove la copertina finisce.

La scritta-titolo dell’album è un avvertimento per chi varca la soglia. Questo luogo, e il sentiero che conduce dall’altra parte, è la strada da seguire per rovinare il pianeta.

L’entrata è libera, verità sacrosanta dato che siamo noi ad avere in mano il mondo. Il biglietto da pagare è molto caro. Il prezzo da pagare è semplicemente la distruzione del pianeta.

Gli animali diventano sempre più piccoli via via che scendono lungo i lati dell’arcata principale e finiscono in questo mondo nascosto.

Entrano a sinistra su una giostra mortale, simile alla ferrovia di Neverland, ed escono a destra, morti, scheletrici e risucchiati dell’anima e di ogni energia vitale dopo un percorso invisibile.

Gli unici a uscire “indenni” da Dangerous sono il piccolo Michael Jackson, vestito come ai tempi dei Jackson5, e l’attore Macaulay Culkin, il bambino biondo con una M sulla maglietta, protagonista del video di Black Or White.

A mio parere il tetro percorso dentro Dangerous, dietro la sua rassicurante facciata esterna, è il significato centrale di tutta la copertina.

E ci sono almeno tre messaggi che Michael Jackson può dare.

Visione più generale: da noi al mondo

Lo sfruttamento della Terra, degli animali, la società capitalistica e industriale e il loro inesorabile meccanismo di autodistruzione.

Sembra metterci in guardia sulla direzione che sta prendendo questo mondo. E vuole dircelo.

Visione intermedia: da Jackson al mondo

Può significare che è Jackson a capire cosa sta accadendo nel mondo, non vedendo nessuna cosa come prima.

Vuol dire schiudere le porte della percezione, accorgersi che nulla è come credevi che fosse, una comprensione totale della vita per una persona che vive per una buona causa.

Una strada difficile da percorrere (come la via che conduce in Dangerous) quando in ogni dove vedi morte, inganni e distruzione, ingiustizie approvate dai governi e messe in vetrina dai media.

Jackson vede la bellezza esteriore del mondo ma sa distinguerne anche l’altra faccia reale, nascosta e orrenda. E vuole dircelo.

Visione intima: da Jackson a noi

Infine, nell’ipotesi più introspettiva, è Jackson a dire al pubblico e ai media che lui stesso non è in realtà come sembra.

Da fuori sembra un re, ricco, famoso, amato, e pure influente. Cosa volere di più dalla vita?

Ma dietro la maschera che indossa, può essere una persona con infiniti conflitti, sola, incompresa e perennemente infantile.

Ritornerebbe il messaggio iniziale di un artista osannato, imitato, amato, venduto, voluto, odiato, sfruttato, che mette soggezione perché ritenuto troppo famoso: i soldi e la celebrità non sono tutto. Ogni uomo ha le sue paure e i suoi orrori.

Angeli, circensi e illusionisti

Angeli dorati in tutta la copertina. In alto, vicino agli animali, ai lati degli occhi di Jackson, vicino al re e alla regina, più in basso.

Dappertutto, la copertina è piena di angeli.

Una parte della gente che ha studiato a fondo questa immagine ha notato che gli angeli sembrano tristi o arrabbiati, ritenendoli gli angeli caduti di Lucifero, per cui “non è tutto oro quel che luccica”.

Ma potrebbero essere speculazioni.

Un’altra probabile speculazione è il teschio in mano al bimbo sopra la mano destra. 

Dicono sia la testa dell’uomo noto come Uomo Elefante, testa che Michael Jackson aveva cercato di acquistare anni prima senza successo.

La mano destra, con le dita fasciate tranne medio e pollice, è quella di Michael Jackson.

Ecco un’altra speculazione su di lui. Perché si fasciava le dita?

Ne sono state dette di tutti i colori, dai riti propiziatori a qualche malattia delle mani, ma la risposta è proprio in quel colore.

Il bianco.

Jackson usava fasce bianche sulle dita, simili a cerotti, e indossava accessori e vestiti con particolari bianchi perché il colore rifletteva le luci del palco mentre ballava.

Le persone, in questo modo, erano in grado di seguire i suoi movimenti anche nel buio di un concerto.

Sopra la sua mano c’è un bambino nero, forse simbolo della sua infanzia, portata su un palmo di mano, oppure un riferimento all’evoluzione.

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Ai due lati di Dangerous

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A sinistra, sul muro dell’arcata, puoi vedere il tipico teschio pirata a tibie incrociate, un simbolo di pericolo posto all’entrata della giostra.

I pilastri sono in realtà due sarcofaghi dove si vedono una mano sinistra e un sole incisi.

Si pensa che la mano sinistra rappresenti la “Via della Mano Sinistra”, un simbolo occulto legato alla magia nera. Si tratta di una filosofia che conduce a una rapida evoluzione della coscienza, ma esponendo la persona a pericoli letali.

La mano sinistra è quindi un parallelo all’autodistruzione del mondo.

Il sole ha significati diversissimi, opposti, anche lui può essere legato a Dio o a Lucifero.

Nel sarcofago a destra c’è il simbolo della pace. Più a sinistra è visibile una sagoma di Michael Jackson con gli occhiali da sole.

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Sul muro dell’arca destra, in alto, l’occhio che tutto vede, un altro simbolo divino ma anche il principale marchio dell’ordine dei Massoni.

In questa marea di simboli, animali e cose a metà tra segreto e mistero, c’è anche una persona reale.

P.T. Barnum e…

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Molte fonti riportano che quel signore calvo in giacca nera e camicia bianca sarebbe l’occultista Aleister Crowley, ma per me è senza dubbio Phineas Taylor Barnum.

Si nota una certa somiglianza tra una sua foto reale e l’immagine in Dangerous, e poi, quando dici P.T. Barnum, dici circo.

“The Greatest Showman”, circense vissuto nel 1800, è il padre fondatore del circo per come lo conosciamo.

Barnum è il primo a intrattenere migliaia di persone, guadagnando milioni di dollari, grazie al suo circo.

Animali, acrobati, illusionisti e la sua abilità a maneggiare la finzione.

P.T. Barnum arrivò ad autodenunciarsi per mistificazione, cioè alterava la realtà nei suoi spettacoli. Un numero incredibile di persone pagavano lo stesso cifre enormi, fregandosene che tutto fosse finto.

Anche questo rimanda esplicitamente al significato della copertina di Dangerous, dove niente è come sembra.

Sul taschino della giacca di Barnum c’è il numero 1998, molto difficile da vedere ed enigmatico da capire. Sulla sua testa, un mago in miniatura con bacchetta e il numero 7 stampato sul cilindro.

Probabilmente il maghetto è Mihaly “Michu” Meszaros, attore e circense ungherese che con i suoi 83 centimetri era uno degli uomini più piccoli al mondo. Faceva parte proprio del Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus.

Curiosamente, anche l’aiutante più famoso di Barnum, Charles Sherwood Stratton, detto “General Tom Thumb”, era un nano.

P.T. Barnum faceva parte dell’ordine dei Massoni.

È il secondo indizio dopo l’occhio che tutto vede, e tre indizi fanno una prova quindi ne mancherebbe solo uno.

That’s all Folks! For now…

Clown, animali, circensi e maghi, tutti impegnati in uno spettacolo.

Gli spettacoli di questo tipo sono nati per distrarre il pubblico da una realtà triste, a volte terribile.

La comicità (e per estensione il circo) nasce come rito contro la sfortuna, poi per ottenere favori da Dio e, in ultima, per far trascorrere un momento piacevole al pubblico, scacciando i problemi della vita almeno per qualche ora.

Qui, in Dangerous, sembra accadere la stessa cosa.

Sembra un tentativo di comicità per nascondere la realtà, per distrarre la gente da ciò che resta nascosto dietro il tendone. Nel nostro caso, dietro la maschera.

Per anni e anni ogni volta che ho ascoltato il cd mi sono fermato, per pochi secondi, a contemplare la copertina chiedendomi, ogni santissima volta: “Che diavolo vorrà dire?”

Ora ho le idee più chiare.

Dangerous è come entrare in un Paese dei Balocchi, progettato da Michael Jackson, costruito da Mark Ryden, fatto apposta per tutti noi.

FONTI

Dichiarazioni di Mark Ryden a Juxtapoz

Libro: Dangerous – From Mark Ryden to Michael Jackson

Inoltre, ho scritto parte di questo articolo dopo tantissimi anni ascoltando Dangerous, uno dei miei primi cd in assoluto, chiedendomi il significato della sua copertina. Spero ti sia piaciuto, al di là della meraviglia in sé!

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