In The Flesh2019-02-25T15:59:18+00:00

Testo, Traduzione e Significato di
In The Flesh

The Wall

1979

Pink Floyd

Composta da: Roger Waters

In the flesh

So ya
Thought ya
Might like to
Go to the show.

To feel the warm thrill of confusion,
That space cadet glow.
I’ve got some bad news for you sunshine,
Pink isn’t well, he stayed back at the hotel
And they sent us along as a surrogate band
We’re gonna find out where you fans really stand.

Are there any queers in the theater tonight?
Get them up against the wall!
(Against! The! Wall!)
There’s one in the spotlight, he don’t look right to me,
Get him up against the wall!
(Against! The!)
That one looks Jewish!
And that one’s a coon!
Who let all of this riff-raff into the room?
There’s one smoking a joint,
And another with spots!
If I had my way,
I’d have all of you shot!

In carne e ossa

Quindi tu
Tu pensavi
Che ti potrebbe piacere andare allo spettacolo.

Per sentire il brivido caldo di confusione
Quell’alienante eccitamento.
Ho qualche brutta notizia per te tesoro,
Pink non sta bene, è ritornato in hotel
E ci hanno mandato come band sostituta
Scopriremo da che parte stanno davvero i fan.

Ci sono finocchi a teatro, stasera?
Metteteli contro il muro!
(Contro! Il! Muro!)
Ce n’è uno sotto il riflettore, a me non sembra giusto
Mettetelo contro il muro!
(Contro! Il!)
Quello sembra un Ebreo!
E quello è un negro!
Chi ha lasciato entrare in sala tutta questa gentaglia?!
Ce n’è uno che fuma una canna,
E uno con delle macchie!
Fosse per me
Sparerei a tutti!

Significato di In The Flesh

The Show (Part II) nella fase di produzione di The Wall.

Il dottore, in Comfortably Numb, fece un’iniezione a Pink per “fargli continuare lo spettacolo”.

In realtà fu Pink stesso a iniettarsi una droga che ora, dopo l’anticamera di The Show Must Go On, gli fa vivere un’allucinazione.

Pink, sotto l’effetto di stupefacenti, si vede un dittatore acclamato da una folla enorme.

Lo spettacolo (The Show) invece di un concerto diventa un comizio politico ultrafanatico.

Nello sdoppiamento di personalità, il Pink dittatore annuncia che il vero Pink è rimasto in albergo “perché sta poco bene”. Ci penserà lui a trovare i veri fan, stasera, esplicito riferimento alla data del 6 luglio 1977, a Montreal, quando Waters sputò a un gruppetto di fan esaltati.

Probabilmente Waters si chiese se quei fan erano lì per il concerto o per fare confusione.

A causa dell’isolamento, per tutte le cose successe nella sua vita, Pink ha coltivato soprattutto l’odio.

Ora getta il suo odio in pasto alla folla, all’inizio contro ristrette categorie di persone

  • gli omosessuali (“Are there any queers in the theatre tonight?” – “Ci sono finocchi a teatro, stasera?”): omofobo
  • gli ebrei (“That one looks Jewish!” – “Quello sembra Ebreo!”): antisemita
  • i neri (“And that one’s a coon!”): razzista

Pink invita gli stessi fan a consegnargli la gentaglia (“riff-raff”), come la definisce lui, separandola dagli altri, contro il muro.

Alla fine prende di mira anche chi fa cose innocue o ha qualche lieve difetto fisico (“There’s one smoking a joint”, “And another with spots” – “C’è uno che fuma una canna”, “E un altro con i brufoli”)

Nel suo delirio Pink ucciderebbe tutti, se potesse.

Il suo odio è generale.

La folla, incitata da Pink, inneggia il suo nome mentre la storia sfuma velocemente in Run Like Hell.

The Show Must Go On

Run Like Hell

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