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Quando parliamo di vinile non possiamo non parlare delle cover dei cartoni animati più popolari che ci hanno fatto compagnia nei lunghi pomeriggi della nostra infanzia. Quanti di voi avranno strapazzato e sgualcito le copertine dei propri album per ascoltare e riascoltare le sigle più belle e indimenticabili. E tra le più belle vogliamo ricordare Mazinga Z, il primo robot prodigioso d´acciaio che negli anni ’80 conquistò e affascinò in Italia grandi e piccini.

Mazinga Z fu creato da Gō Nagai nel 1972, il primo anime giapponese, basato sulla storia di un grande robot pilotato da un essere umano e costituisce il primo capitolo della saga dedicata a Mazinga nonché il capostipite del genere Super Robot, perché la saga della famiglia Kabuto proseguì poi nel 1974 con il Grande Mazinga e si concluse con Ufo Robot Grendizer.

Gō Nagai è considerato il papà dei moderni robot degli anime giapponesi, l´idea di creare Mazinga nacque una mattina, quando Gō Nagai recandosi alla casa di produzione televisiva Toei dove lavorava, intrappolato nel caotico traffico di Tokyo e in pesante ritardo, si deliziò al pensiero di trasformare la sua vettura in un gigantesco robot, con cui schiacciare tutte le altre auto e arrivare in tempo a destinazione.

La sigla italiana di Mazinga z fu scritta da Dino Verde su arrangiamento di Detto Mariano nel 1980 e fu interpretata dal “Galaxy Group” con Enzo Polito alla voce, noto cantante, pianista, fisarmonicista e arrangiatore. Enzo Polito negli anni 80, insieme ai suoi amici e colleghi del gruppo “I pandemonium”, interpretò non solo i brani di Mazinga Z ma anche quelli di Astroganga.

Anno: 1979

Testo sigla: Dino Verde

Musica: Azuma, Watanabe

Interpreti: Galaxy Group e Vincenzo Polito (dei Pandemonium)

Casa discografica: Meeting

Durata: 2’13”

 

La storia di Mazinga Z

La leggenda racconta del malvagio Dr Hell (nella versione giapponese Dottor Inferno), uno scienziato tedesco che nel 1962 aveva partecipato con Kabuto e altri colleghi a una spedizione archeologica nell’isola greca di Rodi, alla scoperta dei resti della civiltà micenea. Lì fanno una scoperta sensazionale e riportano alla luce uno spaventoso esercito di mostri meccanici. Il perfido Dr Hell si impossessa di questi segreti uccidendo i suoi colleghi, e decide di sfruttare la scoperta per la conquista del mondo. Fortunatamente il dottor Kabuto riesce a fuggire e a ritornare in Giappone dove inventa una lega d’acciaio potentissima, la Superlega Z, particolare metallo che si trova nei pressi del vulcano Fujiama, con il quale fa costruire un gigantesco robot che chiamerà Mazinga Z, con lo scopo di contrastare l’esercito del Dr Hell. Il dottor Kabuto viene assassinato dalle Maschere di Ferro, i sicari di Dr Hell, ma poco prima di morire, Kabuto fa in tempo ad affidare a suo nipote Koji, giunto in suo soccorso, il potente robot con cui dovrà opporsi all’esercito di Hell. Al fianco di Koji ci saranno il Dr Yumi, collega di suo nonno che si occupa dell’istituto di ricerca dell’energia fotoatomica, e la figlia Sayaka. Inoltre a loro si aggiungerà un robot goffo e maldestro chiamato Boss Robot e guidato da Boss, Nuke e Mucha, tre teppisti innamorati di Sayaka. Dalla parte del Dr Hell, invece, due delle sue più importanti creazioni: il barone Ashura, un essere mezzo uomo e mezzo donna, che il dottor Inferno ha creato con l’unione di due mummie e il conte Blocken, ex-militare nazista trasformato in un cyborg e ora a capo degli Elmetti di Ferro.

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